Termine che indicava i cinque centesimi delle vecchie lire in uso agli inizi del Novecento, e da allora nella cultura popolare friulana questo appellativo è sempre stato il sinonimo di cosa da poco, “tu valis mancul di un carantan” (vali meno di un carantano). E poiché alla musica popolare friulana non è mai stato attribuito un suo particolare valore nel campo artistico-musicale, il gruppo ha voluto prendere ironicamente e metaforicamente questo termine per far rivivere e ridare una nuova dignità alla musica popolare.
Da oltre un ventennio i Carantan ricercano e ripropongono il patrimonio musicale friulano (canti, danze) dal XVI secolo fino ai tempi più recenti, sconfinando anche nel repertorio tradizionale del Nord Italia e Istria. I brani proposti vogliono mantenere quelle caratteristiche poetiche, melodiche e ritmiche che porta in se la musica tradizionale e a volte vengono rielaborati, arricchiti con l’inserimento di alcune loro composizioni che trovano spunto, in altri generi musicali. Un’evoluzione del folk che non è semplice divagare nella multietnicità o nella facile contaminazione, ma una ricerca armoniosa di spazi e di suggestioni.
Nei concerti è proposta una rilettura della musica popolare non solo legata all’area italiana orientale (friulano-carnica-istriana) con danze particolari come la stike, o la vinche, le resiane, i saltins e la furlana, ma anche di quella appartenenti all’Italia settentrionale come la scottish, manfrina, quadriglia, currenta, la contradanza e dell’area celtica (giga, polka irlandese). Accanto alle danze vengono riproposte le leggende musicali: ballate, storie di emigrazione, canti satirici e contro la guerra, di donne abbandonate e di una società che, in epoche remote, approfittava delle feste di paese per lasciarsi andare ad una spensieratezza poco consueta.
L’aspetto principale dei Carantan è quello di utilizzare strumenti strettamente acustici (cornamusa, violino, mandolino, chitarra, organetto) e ciò ha sempre connotato il suono del gruppo; con l’utilizzo del violoncello (al posto del tradizionale “liron”) e delle percussioni vengono proposte nuove sonorità che si fondono tra loro perfettamente e che rappresentano una interessante novità dal punto di vista musicale.